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Scrivere di se non è facile.
O, almeno, per me non lo è mai stato.
Chi sono?
Sara Macario, nata a Torino il 9 gennaio del 1979.
Raccontano che mentre nascevo, cadevano i più grandi fiocchi di neve che Torino può ricordare nell´ultimo ventennio.
Torino l´ho amata subito. E non l´ho mai lasciata.
Mi sono diplomata al liceo scientifico "Piero Gobetti" e mi sono immediatamente iscritta alla facoltà di Giurisprudenza di Torino, con l´intenzione di "salvare" il mondo dalle ingiustizie.
Ora lavoro nel ramo amministrativo di una società di informatica.
Lavoro con i numeri fin dal liceo, e nonostante non li abbia mai particolarmente amati, oggi mi permettono di vivere un´esperienza lavorativa interessante e appagante.
La mia anima però insegue le parole da sempre e ama perdersi tra le pagine che legge, cercando di cogliere le sensazioni e le esperienze che si celano dietro esse.
E tenta necessariamente, caparbiamente, di produrle.
Quindi, scrivo.
Scrivo dall´età di dodici anni, per passione, racconti inediti rimasti fino ad ora nel cassetto.
Scrivo perché, da sempre, questo è l´unico modo che conosco per raccontare quello che sento.
Scrivo perché, come tanti, credo di avere qualcosa da dire.
Scrivo, e vorrei fare della scrittura una parte costante della mia vita.
E, logicamente, mi piacerebbe sapere che quello che scrivo, e il modo in cui scrivo, dica qualcosa a chi mi legge. Piaccia. Non piaccia. Faccia pensare, o almeno, sorridere.
Chi sono?
Cosa dire di me?
Ci sono strade lunghe, interminabili, lineari... che proseguono dritte e non ne vedi la fine.
Strade dove corri, dove puoi andare avanti, senza fermarti, strade che senti tue, strade che ti appartengono, strade che ti assomigliano.
La mia strada non è mai stata lineare.
La mia strada è piena di curve, tortuosa, infinita, con le solite discese e salite... la mia strada è unica.
Come le vostre.
La mia strada mi ha portato in molti luoghi. A volte ho dovuto correre, andare più forte, anche dei miei pensieri.
La mia strada è stata bella, forse non sempre, ma ho incontrato persone, ho guardato fuori dal finestrino e ho visto luoghi in cui per paura non mi sono fermata, e forse - a volte - ho perso qualcosa.
La mia strada oggi mi ha portato qui.
Cosa dire di me?
Oggi sono questo: una strada davanti, una pagina bianca, parole in libertà.